FEMICIDE WATCH PLATFORM. Notizie da Vienna, 23 marzo 2017


Migliaia di uomini e donne, le cui morti vengono classificate indistintamente come omicidi, vengono uccisi quotidianamente in ogni parte del mondo. Quello che occorre ricordare è che, sebbene in ogni caso l’elemento comune sia la fine di una vita, esiste una componente fondamentale nell’uccisione delle donne che è estranea alla realtà delle morti maschili: il genere. Va quindi sottolineata la necessità di usare una terminologia diversa, quella di femicidio appunto, per indicare l’uccisione di una o più donne da parte di un individuo di sesso maschile per il solo fatto che siano donne.

Quello sul femicidio è un dibattito che impegna autorità, attivist* e opinione comune a livello globale seppur con enormi differenze a seconda della regione del mondo presa in considerazione. Ciò su cui si è però d’accordo a livello internazionale è la necessità di metodi efficaci per la raccolta dati sul femicidio. A tal proposito, in occasione della 26esima sessione della Commissione delle Nazioni Unite su Prevenzione e Giustizia Criminale (CCPCJ) tenutasi a Vienna il 23 marzo 2017, numerose associazioni tra cui WAVE (Women Against Violence Europe),  l’Ufficio del Relatore Speciale contro la Violenza Sulle Donne, OCSE, ACUNS e UNODC hanno organizzato un panel estremamente dettagliato che ha sottolineato la necessità di far ricerca efficace e intelligente sul tema, ricerca che vada oltre i dati sul femicidio che vengono quotidianamente raccolti. Da qui l’idea della Special Rapporteur on Violence Against Women,  Dubravka Šimonović, di lanciare un progetto di monitoraggio online, la Piattaforma sul Femicidio, per rendere visibile l’invisibile. Il prototipo è stato sviluppato dal Consiglio Accademico di Vienna da ACUNS e dall’Associazione degli studi delle Nazioni Unite, in consultazione con molte parti interessate, tra cui UNODC e il Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne. Il prototipo contiene informazioni chiave sui femicidi quali definizioni, dati ufficiali e documenti importanti e le migliori pratiche in vari settori d’azione, inclusi gli sforzi di raccolta di dati, le indagini, la legislazione e le misure di prevenzione provenienti da tutto il mondo. Offrendo una piattaforma globale e integrata, fornisce anche informazioni per i responsabili politici e decisionali a tutti i livelli, che vanno dal sistema della giustizia penale agli attivisti della società civile e agli accademici e ai praticanti. Il lancio è avvenuto presso il CCPCJ al fine di sensibilizzare e garantire il supporto necessario per trasformare il prototipo in uno strumento globale. Ogni paese o organizzazione che desidera contribuire può farlo contattando ACUNS o l’Associazione Studi degli Stati Uniti.

Durante la conferenza, tre sono stati i casi analizzati grazie all’intervento di tre distinti membri del network WAVE : Women’s Aid Ireland, the Women’s Support Center from Armenia e femicidio.net (Spagna) che hanno presentato metodi alternativi per la raccolta dei dati sul femicidio, sviluppati e applicati nei rispettivi paesi.

IRLANDA

Il Femicide Watch Project 1996-2016 mostra come le donne siano di solito pugnalate a morte o strangolate confermando quanto già affermato dalle vittime che si sono rivolte all’Helpline (Telfono Rosa Irlandese) chiedendo aiuto dopo tentati strangolamenti e tentativi di accoltellamento. Nel corso dell’ultimo ventennio 209 donne sono morte violentemente nella Repubblica d’Irlanda, 89 delle quali uccise da colui che viene definito un  IP ossia un intimate partner – (ex) marito, fidanzato, compagno – 54 donne sono state uccise da un loro parente di sesso maschile, 21 da un perfetto sconosciuto. Ciò che spesso viene escluso dal bilancio finale è l’impatto che queste morti hanno sulle vite dei bambini coinvolti, ben 16 di questi sono morti al fianco delle loro madri nel solo territorio d’Irlanda negli ultimi 20 anni. La violenza sessuale/stupro è stata riportata in 22 dei 209 casi di femicidio di cui si è a conoscenza. Il numero totale, infatti, ci tengono a farci notare gli advocates di Women’s Aid Ireland, non è preciso al cento percento dal momento in cui i casi di violenza psicologica, economica o sessuale ai danni delle donne all’interno di una relazione eterosessuale spesso non vengono denunciati né tanto meno riconosciuti o presi in considerazione dalle autorità.

Per quanto concerne la raccolta dei dati relativi al fenomeno, l’Irlanda si preoccupa di osservare sia le donne che gli uomini coinvolti in modo da poter analizzare quali sono i fattori che determinano la trasformazione di questi ultimi in autori di femicidio e/o violenza di genere sulle donne. L’idea è stata quella  di creare Domestic Homicide Reviews (DHRs) che si occupa di fornire valutazioni sistematiche di più enti/organizzazioni volte al miglioramento del riconoscimento del rischio e dei gap che ci sono tra le politiche di tutela delle donne e la loro messa in pratica. L’idea è quella di facilitare il riconoscimento dei fattori di rischio e della sensibilizzazione rispetto al fenomeno in modo tale da garantire la sicurezza per le donne e i loro bambini attraverso una rete capillare che coinvolge istituzioni nazionali, ONG, enti locali e famiglie. Dalla ricerca è emerso che, conformemente al resto del mondo, la fascia d’età più a rischio è quella che comprende le donne tra i 26 e i 35 anni e che nell’ultimo ventennio si è assistito ad una diminuzione del numero di femicidi in Irlanda. Nonostante questa sembri essere una bella notizia, la mancanza di dati approfonditi non ci permette di analizzare le ragioni di tale decrescita e ci costringe ad apprendere silenti questa, seppur leggermente più rosea, realtà.

ARMENIA

I cosiddetti omicidi “domestici” in Armenia sono, per la maggior parte, perpetrati dagli uomini ai danni delle donne e nei rari casi in cui risultino essere azioni delle donne nei confronti dei loro Intimate Partner è quasi sempre per difesa personale. I casi di femicidio sono estremamente sottovalutati per via dello scarsa efficacia del meccanismo di denuncia e di uno sforzo costante di insabbiare i casi da parte delle autorità in accordo con le famiglie degli autori del crimine in questione.  Tra il 2010 e il 2015, infatti, solo 30 casi di femicidio sono stati registrati dalle autorità nel contesto armeno. A livello mondiale invece i numeri sono spaventosi: circa 66.000 donne e ragazze vengono uccise ogni anno costituendo circa il 17% di tutte le vittime di omicidio intenzionale. La violenza domestica, che sembra essere prevalente nel contesto armeno, è una brutale manifestazione degli stereotipi e delle norme di genere che vigono nel paese. Da quanto riportato, quasi tutte le donne uccise si erano precedentemente rivolte a familiari, amici e autorità in cerca di aiuto in un sistema che però preferisce tacere pur di non minare il rispetto comune nei confronti di una famiglia. Ciò che risulta ancora più allarmante è che degli autori dei 30 casi riportati quasi tutti avevano una storia di violenza documentata confermata dai report della polizia o dalle interviste con la famiglia, gli amici, o coloro coinvolti nell’indagine. Nonostante ciò dal 2010 la maggior parte degli autori di femicidio non è stata accusata o arrestata e il fenomeno sembra essere strettamente collegato al fatto che il 63% dei femicidi avviene nelle zone rurali  in cui è ancora presente un elevato numero di persone che considera la violenza di genere e il femicidio legittimati dalla cultura e dalla tradizione.

Le statistiche sull’ IP femicide non sono facili da reperire né da ottenere nei territori dell’ex Unione Sovietica, né tantomeno in Armenia dal momento in cui numerosi enti nazionali nel fornire i dati non operano una distinzione tra le violenze comuni e le violenze con matrice di genere. Per tale ragione il Women’s Support Centre Armenia ha affermato la necessità di metodi creativi per la raccolta dati sul femicidio soprattutto in contesti in cui la ricerca è limitata come nel caso armeno, dove i report sono incompleti o inesistenti e la polizia sembra non interessarsi al fenomeno. Informazioni precise ed accurate rispetto al problema risultano cruciali nella promozione della prevenzione e della lotta alla violenza di genere, a tal proposito la ricerca deve concentrarsi su uomini e donne contemporaneamente distaccandosi dalle immagini fornite dai media che parlano della violenza contro le donne come di una deviazione dalla norma invece che come di un fenomeno di tendenza in continuo aumento e dal sensazionalismo mediatico che punta sulla de-umanizzazione del carnefice e sulla colpevolezza della vittima.

SPAGNA

L’anno scorso in Spagna sono stati registrati, stando a quanto riportato dal blog feminicidio.net, 105 casi di femicidio. Sebbene il dato sia già di per sé allarmante quella che viene criticata dalle femministe del network è la mancanza di una definizione di femìnicidio inclusiva di tutte le forme di crimine e assassino contro le donne ad opera di soggetti di sesso maschile.  Anche nel contesto spagnolo il femicidio viene riconosciuto come il prodotto di un ordine sociale rafforzato a livello culturale, sociale, religioso, politico e istituzionale dallo Stato. Ciò che però manca ad oggi è una statistica comparata livello mondiale tra i vari paesi in merito a tale fenomeno, per questo motivo è stato creato il progetto Geofeminicidio che registra e documenta ogni singolo caso di uccisione di donne avvenuto sul suolo spagnolo a partire dal 2010. L’iniziativa nasce perché la Ley Orgànica 1/2004 riconosce come vittime, all’interno delle statistiche ufficiali, solo le donne legate all’uomo che ha commesso il delitto da una relazione presente o passata, quella che in Spagna viene chiamata (ex)pareja. Questa definizione limitata di violenza ha effetti diretti sul conteggio totale dei casi di femicidio, il fatto che non si documentino né riconoscano altri casi di femicidio né altre forme di violenza di genere fa si che tutto resti invisibile e che il fenomeno passi in  molti casi inosservato impedendo il disegno di politiche pubbliche efficaci volte a prevenire, combattere e sanzionare tali crimini. Le attiviste di feminicidio.net hanno perciò affermato la necessità di una metodologia di raccolta dati che sia applicabile a diversi territori e tipi di crimine contro le donne attraverso l’uso di due diversi tipi di fonti: quelle ufficiali relative alla Legge Organica e al concetto di pareja, e quelle cosiddette hemerograficas ottenute attraverso lo studio dei quotidiani e degli articoli relativi alle uccisioni delle donne in Spagna. Dal momento in cui tutti i femicidi sono crimini contro le donne ma non tutti gli assassinii di donne sono femicidi, le attiviste della rete spagnola hanno creato un semplice paradigma di analisi che divide in quattro macro-categorie i casi di femicidi che dal loro punto di vista dovrebbero rientrare nelle statistiche ufficiali: femicidi commessi in nome del patriarcato, ogni caso di uccisione di donna per mano maschile, uccisione di transessuali, violenti suicidi di donne sicuramente istigati da una controparte maschile.

Antonella Crichigno

Link utili:

Sciopero globale delle donne. 8 marzo 2017


Domani saremo in Piazza anche per ricordare le donne che non potranno più essere con noi.

Femicidi in Italia: elenco donne uccise nel 2016

Ricerca condotta da un gruppo di volontarie della Casa delle donne per non subire violenza ONLUS di Bologna.

Work in progress

nonunadimenopiccolo

  1. 1 gennaio – Ispica (RG), Francesca Solarino, 35 anni, trovata morta soffocata da un sacchetto di plastica, si indaga sul marito.
  1. 9 gennaio – Giuliano in Campania (NA), Marina Havrylyuk, 30 anni, il marito uccide la figlia con un coltello, la moglie con un’ascia e colpisce se stesso col coltello. Lui si suicida.
  1. 9 gennaio – Firenze, Ashley Olsen, 35 anni, uccisa da uno semi-sconosciuto. In seguito ad una lite lui le fa sbattere la testa e poi la strangola. Lui viene arrestato.
  1. 12 gennaio – Cremona, Nadia Guessons, 45 anni, strangolata dal marito perché voleva lasciarlo, lei precedentemente aveva denunciato i maltrattamenti.
  1. 13 gennaio – Castellamonte (TO), Gloria Rosboch, 49 anni, strangolata da un ex studente, con l’aiuto di un amico e della madre gettano il corpo in un pozzo.
  1. 15 gennaio – Mestre (VE), Nelly Pagnussat, 78 anni, uccisa dal vicino di casa con una motosega.
  1. 15 gennaio – Padova, Isabella Noventa, 55 anni, era scomparsa, sono indagate tre persone, tra le quali anche l’ex fidanzato.
  1. 16 gennaio – Sassari, Bonaria Sanna, 80 anni, uccisa dal nipote perché lei non voleva più dargli i soldi che lui chiedeva continuamente.
  1. 22 gennaio – Trieste, Nerina Zennaro Molinari, trovata uccisa in casa.
  1. 22 gennaio – Recco (GE), Patrizia Alvigni, uccisa dal figlio che poi tenta il suicidio infliggendosi tre coltellate.
  1. 24 gennaio – Pescara, Kristina, 52 anni, uccisa da un conoscente che litiga col figlio della vittima, pare per una questione di droga. Il figlio viene ucciso con un coltello, la madre con una mazza da baseball.
  1. 27 gennaio – Cetraro (CS), Annalisa Giordanelli, 53 anni, uccisa colpendola alla testa con un piede di porco dal cognato, lui le attribuisce la fine del matrimonio con a sorella di lei, l’assassino molto probabilmente picchiava la moglie ed era alcolista.
  1. 1 febbraio – Misterbianco (CT), Luana Finocchiaro, 41 anni, uccisa dall’ex convivente in seguito ad una lite per la gestione del figlio, l’assassino era già stato denunciato per maltrattamenti, la denuncia poi era stata ritirata.
  1. 1 febbraio – Brescia, Marinella Pellegrini, 55 anni, uccia dal marito con un coltello da cucina per un litigio, l’assassino entra poi in autostrada in contromano e viene ucciso in un frontale con un tir.
  1. 13 febbraio – Albaredo d’Adige (VR), Mirela Balan, 41 anni, uccisa con un coltello dal figlio che ha poi strangolato anche la sorella di 11 anni, ha poi tagliato i corpi a pezzi e li ha gettati in un fiume.
  1. 13 febbraio – Cremona, Esterina Chiari, 73 anni, uccisa dal marito con un coltello da cucina, non sopportava più la malattia della moglie.
  1. 22 febbraio – Molocchio (RC), Annamaria Luci, 55 anni, uccisa dal marito con un fucile dopo un litigio per questioni familiari.
  1. 25 febbraio – Genova, nd, 53 anni, trovata morta con le mani legate dietro la schiena e un sacchetto di plastica sulla testa.
  1. 26 febbraio, Fenil del Turco (RO), Rodica Monteanu, 32 anni uccisa dal marito che uccide anche la madre e ferisce il suo compagno. La uccide con un’arma da fuoco, non accettava la separazione voluta dalla moglie.
  1. 26 febbraio – Fenil del Turco (RO), Maria Askarov, 52 anni uccisa dal genero che uccide anche l’ex moglie, che si era rifugiata a casa della madre, con un’arma da fuoco e ferisce il suo compagno. Non accettava la separazione voluta dalla moglie.
  1. 1 marzo – Roma, Gisella N., 58 anni, uccisa dal marito con un mortaio dopo una violenta lite. L’assassino si impicca poi nel giardino.
  1. 4 marzo – San Giorgio delle Pertiche (PD), Mariana Caraus, 24 anni, uccisa dal compagno con un pistola per la fine della relazione, lui poi si suicida.
  1. 6 marzo – Fano (PU), Eva Minardi, 40 anni, trovata impiccata nel bagno di casa, per ora si indaga per suicidio.
  1. 7 marzo – Verona, Mirella Guth, 64 anni, uccisa dal marito con un colletto, non accettava la malattia della moglie, lui poi tenta il suicidio.
  1. 14 marzo – Casale Monferrato (AL), Claudia Tolu, 37 anni, uccisa dal marito che la abbandona in strada dopo una lite, la donna viene investita.
  1. 19 marzo – Sestri Ponente (GE), Rosa Landi, 59 anni, uccisa dal marito con arma da fuoco per la fine della relazione. Lei aveva già subito violenza da lui.
  1. 22 marzo – Cuneo, Alina Pop, 28 anni, precipita dal balcone dopo aver litigato col marito, già indagato per istigazione al suicidio.
  1. 4 aprile – Poiana di Granfion (VI), Monica de Rossi, 47 anni, uccisa dall’ex compagno con un coltello per la fine della relazione. Lui poi ha tentato il suicidio.
  1. 5 aprile – Ferrara, Elena Salmaso, 72 anni, viene uccisa con una coltellata alla gola dal marito che non sopportava più la malattia della donna.
  1. 9 aprile – Villa di Tirano (SO), Moira Giacomelli, 43 anni, uccisa dal suocero con un’arma da taglio per dissidi sulle visite dei nipoti, temeva di non vedere più i nipoti dopo la morte del figlio.
  1. 9 aprile – Cusano Milanino (MI), Liliana Mimou, 27 anni, strangolata dall’ex fidanzato per la fine della relazione. L’assassino tenta poi il suicidio. Lei aveva già subito violenza in passato.
  1. 10 aprile – Barlassina (MB), Fiorella Radaelli, 66 anni, uccisa con un coltello dal marito dopo una lite legata a motivi economici, lui poi tenta il suicidio.
  1. 11 aprile – Fiano Romano (RM), nd, 40 anni, trovata carbonizzata per l’incendio di una baracca, sospettata l’intenzionalità dell’incendio.
  1. 12 aprile – Molinella (BO), Liliana Bartolini, 51 anni, uccisa con un coltello dal marito dopo una lite, lui tenta di occultare il reato.
  1. 14 aprile – Terni, Giuseppina Corvi, 43 anni, uccisa dal marito a martellate e coltellate.
  1. 16 aprile – Mira (VE), Emilia Casarin, 66 anni, uccisa dal compagno con un’arma da fuoco, non sopportava la malattia della compagna, lui poi tenta il suicidio.
  1. 20 aprile – Roma, Assunta Finizio, 50 anni uccisa dal marito con quattro colpi di pistola per la fine della loro relazione.
  1. 21 aprile – Firenze, Annalisa Bartolini, 66 anni, soffocata dal marito. Quando viene trovata morta lui inscena una rapina.
  1. 1 maggio – Salerno, Mariana Tudor Szekeres, 19 anni, trovata morta in un terreno incolto, si segue la pista del racket, l’assassino si pensa sia un “protettore” che rivendica il controllo della zona.
  1. 12 maggio – Borgorose (RI), Mariangela Mancini, 33 anni, trovata strangolata in un bosco, l’assassino non è ancora stato identificato.
  1. 15 maggio – Roma, Natalia Gorbati, 38 anni, uccisa con un martello e un coltello dal marito della sorella di lei dopo una lite domestica.
  1. 16 maggio – Firenze, Michela Noli, 31 anni, uccisa dall’ex marito con un coltello per la fine della relazione, lui poi si suicida.
  1. 16 maggio – Roma, nd, 38 anni, uccisa dal marito della sorella di lei, con un martello e un coltello a causa di una lite.
  1. 18 maggio – Cardano al Campo (VA), nd, 47 anni, uccisa dal marito che la getta dalla finestra dell’albergo dove alloggiavano dopo una lite.
  1. 21 maggio – Legnano (MI), Debora Fuso, 25 anni, uccisa con un coltello dall’ex fidanzato dopo l’ennesimo litigio, lui poi ha tentato il suicidio.
  1. 22 maggio – Latina, Anna Recalcati, 69 anni, uccisa dal marito con un’arma da fuoco, ha dichiarato di averla uccisa perché non sopportava la sofferenza della moglie per una grave malattia, lui ha poi tentato il suicidio ingerendo dei farmaci.
  1. 26 maggio – Corigliano Calabro (CZ), Fabiana Luzzi, 15 anni, uccisa dal fidanzato con un coltello e poi cosparsa di benzina e bruciata, dopo una lite per gelosia.
  1. 29 maggio – Roma, Sara di Pietrantonio, 22 anni, uccisa dall’ex fidanzato che l’ha strangolata e cosparsa di alcool dopo una lite per gelosia.
  1. 31 maggio – Milano, Maria Teresa Meo, 40 anni, uccisa dal marito con un coltello dopo una lite, lui poi si è suicidato.
  1. 1 giugno – Pertosa (SA), Isabella Panzella, 69 anni, strangolata con ferite alla testa, lasciata morire in strada.
  1. 1 giugno – Modena, Kamaljit Kaur, 63 anni, uccisa dal vicino di casa con una pistola per continue liti fra condomini, lui ha poi tentato il suicidio tentando di bruciare la palazzina, salvo per l’intervento di un vicino il nipotino della donna.
  1. 2 giugno – Milano, Carlotta Benusiglio, 37 anni, trovata impiccata ad un albero. Indagato l’ex-compagno.
  1. 7 giugno – Taranto, Federica de Luca, 29 anni, uccisa dal marito che dopo aver strangolato la moglie ha portato il figlio al mare e gli ha sparato, si è poi suicidato. Quel giorno era in programma l’udienza per la separazione.
  1. 7 giugno – Spilinbergo (PN), Michela Baldo, 29 anni, uccisa in casa dall’ex-fidanzato. Lui le ha sparato e poi si è suicidato perché lei l’aveva lasciato.
  1. 9 giugno – Pastrengo (VR), Alessandra Maffezzoli, 46 anni, pugnalata dall’ex-convivente con una decina di colpi sul petto e poi colpita alla nuca con un vaso, dopo una lite. Lui ha tentato il suicidio gettandosi nel lago, prima di essere fermato dalla polizia.
  1. 10 giugno – Milano, Micaela Masella, 43 anni, l’ex-marito ha causato l’esplosione della casa svitando il tubo del gas perché lei voleva traslocare. Lui è stato portato al pronto soccorso.
  1. 14 giugno – Castelvolturno (BN), nd, 36, uccisa con un una pistola, colpevole ignoto.
  1. 15 giugno – Napoli, Angelina Fusco, 56 anni, uccisa dal marito con una pistola dopo una lite. Lui le spara due colpi e poi si getta nel vuoto dalla loro abitazione.
  1. 17 giugno – Roma , Maria Antonieta Vasquez, 36 anni, impiccata. Si indaga sull’amico a cui aveva chiesto ospitalità dopo una lite con il fidanzato.
  1. 17 giugno – Lecce, Virginia Quaranta, 32 anni, trovata morta in casa, si indaga sulla relazione con un uomo, un suo collega.
  1. 18 giugno – Catania, Angelina Cantarella, 76 anni, uccisa da un conoscente sbattendole ripetutamente la testa su un gradino. Lui aveva dei rancori personali nei confronti della donna che, a suo dire, lo avrebbe accusato falsamente di averle rubato degli oggetti. Lui è stato arrestato.
  1. 21 giugno – Roma, Paola Borghi, 65 anni, soffocata dal figlio con un cuscino e una molletta al naso, perché la donna non voleva rivelare l’identità del padre.
  1. 24 giugno – Piacenza – Simone R., 50 anni, uccisa con un revolver dal marito che poi si è suicidato.
  1. 29 giugno – Dorno (PV), Emanuela Preceruti, 44 anni, uccisa dal compagno che sfonda la porta di casa la insegue e la uccide con sei colpi di pistola perché lei l’aveva lasciato. Lui spara anche alla figlia di lei ferendola, poi chiama il 118 e si consegna alla polizia.
  1. 29 giugno – Firenze, Gilberto Manoel Da Silva, 45 anni, accoltellata dall’amante per gelosia. Uccide anche un’amica di lei mentre una terza amica riesce a fuggire.
  1. 29 giugno – Firenze, Mariela Josefina Santos Cruz, 27 anni, accoltellata dall’amante dell’amica mentre si trovava a casa dell’amica.
  1. 29 giugno – Modena, Betta Fella, 55 anni, strangolata dall’ex-compagno dopo una lite. Il cadavere di lei viene trovato nel frigo della cantina.
  1. 29 giugno – Castelnuovo di Farfa (RI), Margherita Girolami, 76 anni, accoltellata sull’uscio della sua abitazione dal vicino di casa, non si conoscono i motivi.
  1. 9 luglio – Acri (CS). T.N., 58 anni, l’assistito per cui la donna lavorava la accoltella dopo averla violentata perché lei l’aveva rifiutato. Lui tenta di inscenare una rapina ma viene arrestato.
  1. 11 luglio – Torino, Diana Gogoroia, 36 anni, il compagno la accoltella dopo averla violentata, per gelosia. I vicini danno l’allarme, lei viene trovata morta con la gola tagliata e lui impiccato.
  1. 15 luglio – Villagrazia di Carini (PA), Maria Licari, 70 anni, uccisa dal marito con un oggetto contundente. Racconta ai carabinieri di aver trovato la donna morta
  1. 16 luglio – Laveno Mombello (VA), Loretta Gisotti, 54 anni, il marito la uccide mentre stavano per partire per le vacanze. Lui la colpisce con un martello e la soffoca.
  1. 22 luglio – Novara, Gisella Purpura, 41 anni, il marito l’accoltella sulle scale del condominio e lei muore scappando in strada
  1. 26 luglio – Pegli (GE), Giuseppina Minatel, 76 anni, il marito la strangola a seguito di una lite. Lui viene arrestato.
  1. 30 luglio – Misterbianco (CT), Marina Zuccarello, 55 anni, l’ex fidanzato della figlia perché lei gli aveva intimato di stare lontano dalla figlia.
  1. 2 agosto – Lucca (LU), Vania Vannucchi, 46 anni, l’ex-collega, dopo averla frequentata per un po’ ed essere stato rifiutato, le dà fuoco.
  1. 3 agosto – San Prisco (CE), Rosaria Lentini, 57 anni, il compagno la accoltella nel sonno dopo una lite.
  1. 5 agosto – San Pietro in Casale (BO), Barbara Fontana, 47 anni, il cliente la sevizia e la uccide dopo averla drogata.
  1. 12 agosto – Pagani (SA), Nikolova Temenuzhka, 37 anni, uccisa da un cliente.
  1. 13 agosto – Zeri (MS), nd, 88 anni, il marito la uccide con un fucile.
  1. 27 agosto – Boscomantico, Lioata Petronela Ujica, 28 anni, uccisa da un cliente.
  1. 27 agosto – Seriate (BG), Gianna del Gaudio, 63 anni, trovata morta in casa, strangolata, sin indaga sul marito.
  1. 28 agosto – Seregno (MB), Carmela Aparo, 64 anni, uccisa dall’ex-compagno con un’arma da fuoco perché lui non accettava la fine della relazione.
  1. 29 agosto – Caramagna (CN), B.P., 67 anni, uccisa dal marito a colpi di bastone.
  1. 1 settembre – Chiaravalle (AN), nd, 28 anni, trovata morta in casa di lui, impiccata con una sciarpa.
  1. 7 settembre – Macerata Feltria (PU), Eva, 51 anni, trovata strangolata in casa.
  1. 10 settembre – Sala Baganza (PR),Elisa Pavarini, 39 anni, uccisa dall’ex-compagno con un coltello perché lui non accettava la fine della relazione.
  1. 16 settembre – Ravenna, Giulia Ballestri, 40 anni, uccisa a bastonate dal marito perché lui non accettava la fine della relazione.
  1. 29 settembre – Valenza (AL), Rita Giuseppa Lercara, 67 anni, uccisa dal marito con un coltello dopo una lite.
  1. 6 ottobre – Sammommè (PT) , Lamiae Chriqi, 28 anni, uccisa da un amico di famiglia che la chiude in un bagno e appicca il fuoco, perché era stato rifiutato.
  1. 6 ottobre – Riccione (RN), Olga Matei, 46 anni, strangolata dall’ex compagno per gelosia.
  1. 7 ottobre – Ghemme (NO), olga shugai, 35 anni, uccisa dal compagno con un coltello per liti su questioni economiche.
  1. 11 ottobre – Torino, Santina Lodi, 70 anni, uccisa dal marito che l’ha presa a pugni dopo una lite.
  1. 14 ottobre – Rodero (CO), Nadia Arcudi, 35 anni, soffocata con un sacchetto di plastica dal cognato.
  1. 16 ottobre – Bologna, Patrizia Gallo, 52 anni, uccisa dal figlio con un coltello a seguito di una lite.
  1. 19 ottobre – Sant’Antimo (PI),Stefania Formicola, 28 anni, uccisa dal marito con un colpo di pistola, lei voleva lasciarlo.
  1. 21 ottobre – Torino (To), Natalina Montanaro, 72 anni, il marito la uccide con una martello e un coltello per motivi economici.
  1. 22 ottobre – Montecerboli (PI), Nona Movila, 42 anni, uccisa dal marito con un coltello a causa della fine della relazione. Lui poi si suicida.
  1. 3 novembre – Bitonto (BA), Maria Grazia Cutrone, 29 anni, uccisa dal marito con un coltello, lei voleva lasciarlo.
  1. 3 novembre – San Gennarello (NA), nd., il compagno la spinge facendole sbattere violentemente la testa a seguito di una lite.
  1. 9 novembre – Porto Viro (RO), Miranda Sarto, 82 anni, uccisa da nd con un coltello. La donna stava frequentando un uomo di dieci anni più giovane.
  1. 9 novembre – Cassolnovo (NO), Maria Rita Tomasoni, 52 anni, accoltellata dal fratello perché si rifiutava di prestargli del denaro.
  1. 10 novembre – Sassari (SS), Angela Doppiu, 66 anni, il marito la uccide con calci e pugni e le dà fuoco perché lei voleva separarsi.
  1. 13 novembre – Palese (BA), Rosa Maria Radicci, 71 anni, strangolata dal padre di un ex dipendente della donna per vendetta.
  1. 21 novembre – Nubia (TP), Anna Manuguerra, 60 anni, uccisa con un coltello dal marito per l’ennesima lite per gelosia.
  1. 24 novembre – Milano, Elisabeth Huayta Quispe, 29 anni, uccisa dal marito per strangolamento per continue liti. Lei voleva separarsi.
  1. 30 novembre – Cernusco sul Naviglio (MI), Gabriella Fabbiano, 43 anni, l’ex compagno le spara dopo una lite per gelosia.
  1. 2 dicembre – Pescara, Jennifer Sterlecchini, 26 anni, l’ex-fidanzato la uccide con un coltello a causa di una lite.
  1. 4 dicembre – Milano, B. C. C, 85 anni, il marito la uccide con un colpo di pistola a causa della malattia della moglie, poi si suicida.
  1. 5 dicembre – Frattaminore (NA), nd, 40 anni, uccisa dal marito che l’ha colpita sulla testa con una statuina di metallo- Lui soffoca il figlio di tre anni e si suicida.
  1. 10 dicembre – Foggia (FG), Victory Uwangue, 23 anni, bruciata dal protettore.
  1. 13 dicembre – Legaccio (GE), Carolina, 34 anni, trovata morta a causa di un colpo alla testa, aveva denunciato l’ex per violenze.
  1. 17 dicembre – Valenzano (BA), Angela Pietrantonio, 83 anni, uccisa dal figlio con un coltello.
  1. 20 dicembre – Bergamo, Daniela Roveri, 48 anni, trovata sgozzata sul pianerottolo di casa, aveva denunciato un uomo in passato.
  1. 24 dicembre – Bèe (VB), Alessia Partesana, 29 anni, il compagno la uccide con trenta coltellate a seguito di una lite.
  1. 25 dicembre – Pescara, Lucia Zafenza, 74 anni, il figlio la uccide con un’iniezione letale per non farla più soffrire a causa di una malattia degenerativa.
  1. 26 dicembre – San Prospero (PR), Gabriela Altamirano, 45 anni, accoltellata e strangolata dal proprietario del locale dove lavorava.

I luoghi della memoria contro il femminicidio


Lo scorso anno abbiamo dedicato un post ai luoghi contro il femminicidio in Italia, ma nel frattempo abbiamo trovato altro materiale sul tema. Grazie alla sensibilità di tante donne, amministrazioni pubbliche e privati cittadini cresce la sensibilità al tema e piu città ricordano il dramma delle donne uccise.

Interesse e memoria sono decisamente legati tra di loro e i luoghi qui riportati non sono ricordi fisici e tangibili ma targhe, cartelli, parchi, giardini che ci ricordano di donne vere, esistite, uccise per mano dei loro partner, amici, parenti, conoscenti.

Donne che ci interessa ricordare, ricordi che dimostrano che, meno male, non siamo le sole cui interessa la loro memoria.

Ci interessava anche la loro vita, ma quella non c’è più.

Le occasioni sono tante, tra cui il 25 novembre a Piombino, Giornata mondiale contro la violenza alle donne

Piombino 2015

Piombino

Sempre il 25 novembre 2015, questa volta il Consiglio Comunale di Pescara.

Pescara

Il municipio di Roma 1 Centro, sempre in occasione del 25 novembre 2015

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Qui l’iniziativa è stata presa dall’Associazione Thamaia Onlus, il Centro antiviolenza di Catania. Il ricordo va a Stefania Noce, giovane donna uccisa nel 2011, difesa dall’associazione nel processo contro l’assassino.

catania

Sempre un Centro antiviolenza “Stella Plare”, questa volta di Sora (L’Aquila), a dedicare la tavola a 4 donne uccise.

Sora

Una piazzetta a Siracusa, sempre nel 2015.

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Sarzana (Liguria) una targa ufficiale del Comune, sempre del 2015

sarzana

Infine Torino, un giradino dedicato al femminicidio, che ricorda di piu una tomba, ma sicuramente ci riporta alla memora di donne uccise perchè donne.

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Sempre a Torino su iniziativa ddel Comune a gennaio 2016 sono sono state collocate in città 21 panchine rosse.  “Vogliono stimolare – si legge in una nota del Comune – un confronto e una riflessione sulla violenza e sui cambiamenti culturali necessari per sconfiggerla e indurre i cittadini a fermarsi, a non dimenticare e a mantenere alta l’allerta”. Dopo pochi giorni una panchina è stata distrutta ma per fortuna subito risistemata. Come mai qualcuno si scatena contro una panchina contro la violenza?

torino panchine1

Siamo  certe che ci siano altri luoghi in Italia che ci sono sfuggiti e ringraziamo tutte per la collaborazione al fine di completare l’elenco.

Ringraziamo i Centri antiviolenza, le donne singole, le amministrazioni Comunali per le iniziative a favore delle donne, per il loro impegno per la liberta delle donne di vivere senza violenza. Anche i gesti simbolici possono cambiare la cultura.

Anna Comparini, Anna Pramstrahler

I dati del 2014. Le donne in Italia continuano ad essere uccise


Abbiamo anche quest’anno pubblicato i dati del femicidio in Italia del 2014. Sono in tutto 115 donne uccise che sono sono state raccolte da fonti della stampa italiana e oltre 101 tentati femicidi, sempre provenienti dai mass media. Sappiamo però che sono molte di piu.

I femicidio in Italia 2014

scheda-femicidio_2014

https://femicidiocasadonne.wordpress.com/ricerche-pubblicazioni/

Gruppo femicidio, Casa delle donne, Bologna

Vassallo e il dito contro vittime di violenza: no grazie, ce ne sono già a sufficienza


Perché non hai detto qualcosa”, mi hanno chiesto, preoccupati e confusi. “Avremmo potuto aiutarti. Avremmo potuto fare qualcosa!Ci credo. Se avessero saputo quanto orribile la mia vita era diventata, non ho dubbi che avrebbero fatto del loro meglio per aiutarmi. Ma tutto questo è successo più di vent’anni fa. Oggi sono guarita, emotivamente sana, ne sono definitivamente uscita, e col senno di poi è facile vedere con chiarezza che i miei amici e la famiglia mi avrebbero aiutato. Ma allora non era così. Perché quando sei nel bel mezzo delle cose, nel bel mezzo di un inferno del quale sei convinta di essere responsabile, non puoi vedere nulla in modo chiaro. La paura e la vergogna ti consumano: sono costantemente al tuo fianco. E quando guardi la tua famiglia e gli amici, li immagini mentre ti giudicano e ti deridono. Perché conosci…

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Il femminicidio in Italia: tra mancanza di statistiche ufficiali ed impatto mediatico


In quest’articolo Anna Pramstrahler1, affronta il tema del femminicidio analizzando, in primo luogo, come questo fenomeno venga discusso all’interno dei media nazionali italiani. L’autrice sottolinea come la maggior parte delle pubblicazioni presenti all’interno dei quotidiani nazionali, si sviluppino senza alcun utilizzo di dati ufficiali che attestino la veridicità dei contenuti dei diversi articoli.

In secondo luogo, Anna Pramstrahler presenta il ruolo e le diversi compiti della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna, un organizzazione no-profit che dal 2005, oltre a svolgere una funzione diretta sostegno per le donne vittime della violenza maschile, si occupa anche “di raccogliere il nome ed il numero delle donne uccise per mano maschile in Italia”.

L’associazione presenta un elenco che oggi supera i 1150 nomi di donne uccise e che continua costantemente a crescere: si parla in media di una donna ogni due giorni e di oltre circa 130 vittime all’anno. L’autrice sottolinea come il lavoro della Casa delle donne non sia prettamente scientifico dal momento che “la fonte della nostra indagine è esclusivamente la stampa e quindi il numero degli omicidi riportati non è completo e le notizie hanno poche informazioni”, né si tratta di uno studio criminologico che “vuole avere un approccio neutro di indagine fredda come i criminologi sono inclini a fare”.

L’ obiettivo della ricerca sui femicidi, è quello di svolgere un lavoro politico di denuncia sul fenomeno della violenza maschile contro le donne, il quale renda visibile che “la violenza contro le donne ed il femminicidio hanno origine nella normalità delle relazioni di potere tra donna e uomo, ossia nel dominio”.

Il lavoro della Casa delle donne nasce in risposta alla mancata presenza di dati ufficiali nazionali sul fenomeno del femminicido. Oggi la Casa delle donne, non solo raccoglie i femminicidi avvenuti in ambito domestico e si occupa di quelle uccisioni avvenute nel contesto delle vittime di tratta, ma raccoglie anche i tentati femicidi, ritenendo che anche questi dati possano essere utili per una piena analisi del fenomeno e delle sue dimensioni.

Secondo l’autrice, è necessario che le istituzioni pubbliche realizzino un Osservatorio sulla violenza contro le donne, già previsto nel recente Piano Nazionale, e iniziasse a considerare seriamente a livello sociale la presenza del femminicidio “al fine di creare delle politiche pubbliche che contrastino non solo la violenza contro le donne ma anche la cultura maschilista dominante”.

Naima Magris

Articolo pubblicato nellla rivista Gendersexuality

http://www.gendersexualityitaly.com/il-femminicidio-in-italia/