L’importanza dei centri antiviolenza


Su La Stampa di oggi è uscito un articolo di Mariella Gramaglia  che in poche righe fa il punto della situazione  sulle recenti risposte delle Istituzioni ai femminicidi in Italia. Se da un lato ci sono segnali positivi, come la ratifica della Convenzione di Istanbul e la creazione della task force governativa, dall’altro rimangono serie lacune. Gramaglia infatti nota che l’inasprimento delle pene è importante, ma non è sufficiente. I tempi della giustizia fanno in modo che, per le donne vittima di violenza, “solo le misure sociali e di prevenzione possono quello che la giustizia penale non può”. Infatti:

[…] per denunciare il proprio aguzzino occorre recuperare autonomia e fiducia in se stesse, smettere di denigrarsi e avere il coraggio di prendere la propria vita in mano anche durante il processo. Di qui l’importanza dei centri di sostegno e delle case rifugio.

Purtroppo però, queste ultime sono troppo spesso lasciate sole dalle Istituzioni. Non è un caso infatti che la ratifica della Convenzione di Istanbul sia avvenuta senza lo stanziamento di fondi ad hoc per la sua effettiva attuazione sul territorio italiano.

L’articolo di Mariella Gramaglia, Femminicidi. L’importanza dei centri antiviolenza, La Stampa, 18 giugno 2013

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