La narrativa delle sagome


Il 13 luglio a Palermo si è tenuto il flash mob contro il femminicidio organizzato da: Coordinamento Antiviolenza 21 Luglio, Le Onde, e Coordinamento Palermo Pride.

Quest’iniziativa, parte della più ampia Nessuno Tocchi Rosalia, ha previsto che venissero tracciate a gesso in piazza Politeama 124 sagome di donne che si tengono per mano al fine di non dimenticare le vittime del femminicidio in Italia durante il 2012.

 palermo flash mob   palermo flash mob 2

(foto riportate dall’album fb di Ferite a Morte)

Anche la Casa delle donne di Bologna attraverso l’iniziativa Testimoni Silenziose fa riferimento alla “narrativa delle sagome” con lo scopo di dar voce a tutte le donne che, vittime della forma più estrema di violenza maschile, non possono più parlare. In questo caso le sagome sono figure rosse autoportanti che dal 2005 compongono una mostra itinerante.  Lo scopo politico è lo stesso di quello dell’iniziativa palermitana: creare coscienza sul femminicidio e non dimenticare le sue vittime.

Testimoni Silenziose

Ma qual è la storia della “narrativa delle sagome”?

Le sagome furono ideate e create per la prima volta nel 1990 da un gruppo di associazioni di donne e scrittrici che volevano dare un forte segnale di protesta contro il crescente numero di uccisioni di donne che si era verificato in Minnesota durante quell’anno. Il progetto venne chiamato Silent Witnesses e da allora è cresciuto sempre di più fino ad essere presente in tutti i 50 stati degli USA e in ben 35 altri paesi del mondo. Questa campagna, iniziata ormai più di vent’anni fa, non si è ancora esaurita, si pone anzi un obbiettivo ambizioso per il futuro: arrivare a zero uccisioni dovute a violenza domestica negli Stati Uniti entro il 2020.

SILENT WITNESS

Riferimenti

 

 

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