Cristina Karadole della Casa delle donne di Bologna a Uno Mattina


Questa mattina una socia della Casa delle donne di Bologna, Cristina Karadole, è stata brevemente intervistata assieme ad Isabella Rauti su Uno Mattina in merito al femminicidio.

Nonostante il poco spazio accordato a Cristina, la quale fa anche parte del gruppo di ricerca sul femicidio della Casa, la nostra socia ha fatto chiarezza su un punto fondamentale. Per quanto riguarda i perpetratori dei femicidi, non è importante tanto soffermarsi su un “profilo psicologico comune”, quanto ricordare che il femicidio è un fenomeno sociale e culturale che affonda le sue radici nella discriminazione di genere.

Cristina KaradoleCristina Karadole, assieme ad Anna Pramstrahler, è la curatrice delle due pubblicazioni sul femicidio della Casa delle  donne, consultabili gratuitamente on-line cliccando qui.

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2 pensieri su “Cristina Karadole della Casa delle donne di Bologna a Uno Mattina

  1. Sostengo da più tempo che trucidare una donna da parte del marito o del compagno sia l’ultimo atto visibile nella sua drammaticità. In effetti a volte viene ignorato tutto ciò che determina l’omicidio e che si consuma nel chiuso di pareti domestiche nelle quali la donna viene ridotta psicologicamente a essere una schiava pronta a soddisfare tutte le esigenze di un uomo. Siamo noi donne spesso a vergognarci di quello che ci sta capitando addossandoci tutte le colpe e diventando di fatto agnelli sacrificali nelle mani di uomini che tradiscono e dei quali dobbiamo tenerci anche le corna. Il tutto in nome dei figli e di una famiglia che soffoca e uccide il rispetto e ti induce a convivere con le proprie frustrazioni come se fosse normale tutto questo. Non è normalità sentirsi relegata o essere oltraggiata o ancora bollata come scema. Ci sono casi e casi che non emergono o perchè non c’è la predisposizione a parlarne o forse perchè non ci si sente ascoltate . E così si finisce con il trascinare la propria esistenza come se di fatto ormai non ci fosse nulla d’aspettarsi se non far scorrere le giornate ,i mesi gli anni prima di concludere il proprio ciclo biologico in quanto quello emozionale non esiste più già da tempo. D’altronde quando si dipende economicamente da un uomo e non hai nessuna alternativa devi soltanto tacere, continuare ad abbassare la testa per non andare incontro a liti e a tutto ciò che ne conseguirebbe.

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