68 femicidi dall’inizio del 2013


L’articolo de Il Fatto Quotidiano che vi segnaliamo oggi riporta il numero dei femicidi perpetrati in Italia da gennaio a giugno 2013. L’articolo di Elisabetta Reguitti segnala anche che nello stesso periodo oltre 600 donne si sono rivolte alla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna.

L’articolo però va oltre i dati, riconoscendo che queste uccisioni rappresentano l’apice di tutte le violenze che una donna può subire nella vita, e che:

La cultura maschilista non è un concetto astratto, ma un principio saldo e diffuso. In molti casi […] è radicata la convinzione dell’inferiorità della donna e la conseguente volontà del controllo su di lei.

Riferimenti utili

Il Coordinamento regionale dei centri antiviolenza e la Casa delle donne si esprimono sul femicidio di Silvia Caramazza


Nel comunicato stampa di venerdì 28 giugno, il Coordinamento regionale dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna e la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna hanno ribadito la necessità di considerare il femicidio “come un fenomeno strutturale della nostra società, che va arginato con politiche efficaci, misure di lungo periodo e un lavoro di prevenzione sul territorio”.

La notizia del ritrovamento del cadavere di Silvia Caramazza ha destato shock nella “Bologna bene”, a cui sia la donna sia l’accusato appartenevano. Le ricerche e i dati raccolti negli ultimi decenni lo dimostrano chiaramente: la violenza sulle donne è un fenomeno endemico, trasversale a ogni livello culturale, sociale ed economico.

Silvia è la 68esima donna uccisa dalla violenza maschile in Italia dall’inizio dell’anno.

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Alcuni riferimenti

Più di 30.000 buoni motivi


Oggi vi segnaliamo un’iniziativa del centro contro la violenza sessuale di Cork, Iralnda, parte della rete europea dei centri antiviolenza WAVE. 

Durante la trentennale attività del centro irlandese 30 mila donne hanno denunciato alla polizia di aver subito violenza sessuale. Purtroppo però, secondo le ricerche citate dal centro, per ogni donna che denuncia ben 3, per ragioni diverse, non si sentono di fare altrettanto. Il numero totale delle sopravvissute alla violenza sessuale nella seconda città della Repubblica d’Irlanda eccede dunque le 120.000.

Al fine di aumentare la consapevolezza rispetto all’incidenza della violenza sessuale nelle nostre società, la campagna si pone l’ambizioso obbiettivo di ragiungere 30.000 o più “mi piace” su facebook creando in questo modo una comunità di sostenitori online.Immagine

Per partecipare all’iniziativa clicca sul logo di 30.000 + Reasons qui sopra e metti il tuo “mi piace”!

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