Amnesty International Italia sul decreto legge contro la violenza sulle donne


In un comunicato stampa la sezione italiana di Amnesty International ha dichiarato che il provvedimento sul femminicidio adottato dal Consiglio dei ministri l’8 agosto “è il riconoscimento di una situazione grave e ancora non adeguatamente affrontata”.

AI donne

Carlotta Sami, direttrice generale di Amnesty International Italia, ha sostenuto che “Dopo la ratifica della Convenzione di Istanbul del 19 giugno, questo decreto legge è un segnale che l’Italia considera prioritario l’impegno contro la violenza sulle donne. Ogni anno, negli ultimi 10 anni, oltre 100 donne sono state uccise per mano di un uomo e nella metà dei casi il colpevole era il partner o un ex partner.”

In particolare, l’organizzazione “ha notato che le norme adottate prevedono diverse misure repressive nonché di tutela delle vittime della violenza avvenuta. Sarebbe essenziale, nello spirito della Convenzione, che venisse attribuita altrettanta importanza alla prevenzione della violenza.”

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il testo integrale del comunicato stampa CS99 – 09/08/2013 è disponibile cliccando qui.

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Decreto legge sul FEMMINICIDIO: le interviste di Radio Città del Capo alla Casa delle donne


Anche la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna partecipa al fitto dibattito sul decreto legge sul femminicidio che il governo Letta ha varato all’inizio del mese.

Nei giorni scorsi Radio Città del Capo ha intervistato la vicepresidente della Casa delle donne Angela Romanin e una delle avvocate della Casa, Susanna Zaccaria.

Cliccando qui e qui potete risentire interamente le interviste fatte alle socie della Casa delle donne in merito al decreto, oltre ad altri pareri di esperte, come Barbara Spinelli e Loredana Lipperini, chiamate a dire la loro sul tema.

Secondo Angela Romanin, con le norme sulla comunicazione obbligatoria alle donne in merito agli sviluppi dei processi ai loro maltrattanti, con l’arresto obbligatorio in flagranza, con il gratuito patrocinio e con la possibilità di fornire testimonianza in modo protetto, il decreto legge va nella direzione auspicata dai centri antiviolenza. In generale, per Angela Romanin, si può sostenere che, grazie a questo decreto, ci sia un miglioramento della fruibilità dell’accesso alla giustizia per le donne. Purtroppo però, come ha notato Romanin in chiusura, il decreto affronta il problema della violenza contro le donne a partire dal presupposto che si tratti di un’emergenza, quando invece si tratta di un problema strutturale che, come tale, andrebbe affrontato con un’ottica integrata. Il decreto, inoltre, non prevede alcuna norma direttamente a favore dei centri antiviolenza. In particolare non vengono stanziati fondi per le case delle donne; la questione è invece rimandata al prossimo piano nazionale antiviolenza, che i centri sollecitano ormai da anni.

Anche l’avvocata Susanna Zaccaria dà un parere positivo sul decreto legge, anche se precisa da subito che sono presenti luci ed ombre. Secondo Zaccaria le norme vanno certamente a favore delle donne e nel suo intervento ha illustrato, ad esempio, i vantaggi che il gratuito patrocinio porterà rispetto al problema dei costi dell’assistenza legale. Il permesso di soggiorno per motivi umanitari dato a favore delle donne straniere che hanno subito violenza è un altro dei miglioramenti apportati dal decreto legge. A prescindere dall’aumento della pena, è importante secondo Zaccaria che la violenza assistita da parte di un minore sia stata riconosciuta come un’aggravante. In generale l’avvocata crede che il provvedimento vada nella direzione giusta perché dà maggiori possibilità di intervenire concretamente a favore delle donne. Nonostante il fatto che dal punto di vista penale il decreto apporti dei miglioramenti, conclude Zaccaria, non si può dire che il decreto sia attuativo della Convenzione di Istanbul. Ci sono infatti molti punti che non vengono trattati, come per esempio i centri antiviolenza o le iniziative che agiscono sulla formazione culturale, come l’educazione scolastica, che invece sono presenti nella Convenzione.

Per approfondire:

Radio Città del Capo, intervista ad Angela Romanin, vicepresidente della Casa delle donne di Bologna, 9 agosto 2013

Radio Città del Capo, intervista a Susanna Zaccaria, avvocata della Casa delle donne di Bologna, su 13 agosto 2013

Allo stesso link si possono ascoltare anche le interviste a Loredana Lipperini e a Barbara Spinelli che costituiscono due importanti voci all’interno del dibattito sul decreto legge che sostengono invece un’opinione prevalentemente critica.

L’opinione di Loredana Lipperini è stata anche chiaramente espressa in un post sul suo blog, Perchè il dl sul femminicidio non mi piace, 9 agosto 2013. Anche Nadia Somma ha messo in luce i punti deboli del decreto nel suo post su Donne di Fatto intitolato Femminicidio, i punti deboli del decreto, 9 agosto 2013