Il femminicidio in Italia: tra mancanza di statistiche ufficiali ed impatto mediatico


In quest’articolo Anna Pramstrahler1, affronta il tema del femminicidio analizzando, in primo luogo, come questo fenomeno venga discusso all’interno dei media nazionali italiani. L’autrice sottolinea come la maggior parte delle pubblicazioni presenti all’interno dei quotidiani nazionali, si sviluppino senza alcun utilizzo di dati ufficiali che attestino la veridicità dei contenuti dei diversi articoli.

In secondo luogo, Anna Pramstrahler presenta il ruolo e le diversi compiti della Casa delle donne per non subire violenza di Bologna, un organizzazione no-profit che dal 2005, oltre a svolgere una funzione diretta sostegno per le donne vittime della violenza maschile, si occupa anche “di raccogliere il nome ed il numero delle donne uccise per mano maschile in Italia”.

L’associazione presenta un elenco che oggi supera i 1150 nomi di donne uccise e che continua costantemente a crescere: si parla in media di una donna ogni due giorni e di oltre circa 130 vittime all’anno. L’autrice sottolinea come il lavoro della Casa delle donne non sia prettamente scientifico dal momento che “la fonte della nostra indagine è esclusivamente la stampa e quindi il numero degli omicidi riportati non è completo e le notizie hanno poche informazioni”, né si tratta di uno studio criminologico che “vuole avere un approccio neutro di indagine fredda come i criminologi sono inclini a fare”.

L’ obiettivo della ricerca sui femicidi, è quello di svolgere un lavoro politico di denuncia sul fenomeno della violenza maschile contro le donne, il quale renda visibile che “la violenza contro le donne ed il femminicidio hanno origine nella normalità delle relazioni di potere tra donna e uomo, ossia nel dominio”.

Il lavoro della Casa delle donne nasce in risposta alla mancata presenza di dati ufficiali nazionali sul fenomeno del femminicido. Oggi la Casa delle donne, non solo raccoglie i femminicidi avvenuti in ambito domestico e si occupa di quelle uccisioni avvenute nel contesto delle vittime di tratta, ma raccoglie anche i tentati femicidi, ritenendo che anche questi dati possano essere utili per una piena analisi del fenomeno e delle sue dimensioni.

Secondo l’autrice, è necessario che le istituzioni pubbliche realizzino un Osservatorio sulla violenza contro le donne, già previsto nel recente Piano Nazionale, e iniziasse a considerare seriamente a livello sociale la presenza del femminicidio “al fine di creare delle politiche pubbliche che contrastino non solo la violenza contro le donne ma anche la cultura maschilista dominante”.

Naima Magris

Articolo pubblicato nellla rivista Gendersexuality

http://www.gendersexualityitaly.com/il-femminicidio-in-italia/

 

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