Un impegno accademico a fianco dei Centri antiviolenza. Nel ricordo di Anna Costanza Baldry


Il 9 marzo 2019 Anna Costanza Baldry ci ha lasciate, un giorno dopo l’ultimo 8 marzo. Anna è stata una docente universitaria, psicologa, criminologa e riferimento importantissimo in quanto studiosa femminista vicina ai Centri antiviolenza e consulente per Onu, Osce e Nato occupandosi prettamente di violenza su donne e minori.

FE8A84C0-FE69-467C-9648-448F90AE93E2

Nel corso degli anni il suo lavoro si è concentrato su tutti gli aspetti legati alla prevenzione e all’intervento contro la violenza alle donne, essendo anche stata responsabile di uno dei Centri di Roma, Associazione Differenza donna.

Vogliamo ringraziarla per gli spunti teorici importantissimi per noi operatrici e per la collaborazione attiva con Casa delle donne e con la Rete dei centri antiviolenza D.i.Re.

Nel 2015 è stata nominata dal Presidente Mattarella, Ufficiale dell’ordine al Merito con un’importante motivazione: «per la professionalità e costanza con cui dedica le sue ricerche e la sua attività al contrasto alla violenza alle donne». Recentemente Rai3 ha mandato in onda una puntata emozionante di Nuovi Eroi dedicata interamente a lei.

Dobbiamo alla Prof.ssa Baldry un’importante presa di coscienza, elaborata quando ancora in Italia ben poco si parlava di violenza sulle donne e di femminicidio: polizia, ospedali e centri antiviolenza non collaborano a sufficienza e non comunicano con un linguaggio condiviso, questo non assicura la formazione di quella rete di sostegno fondamentale per il percorso di uscita dalla violenza. Da questa valutazione risulta necessario dotarsi di un metodo scientifico, un protocollo operativo da attuare su tutti i livelli per arginare la violenza e prevenire il femminicidio. Ha affrontato temi come lo stalking, ancora poco conosciuto in Italia quando ha iniziato la sua attività e argomenti come la violenza assistita, spesso sottovalutato nell’analisi delle situazioni.

È da queste molteplici riflessioni che nasce il suo libro: Dai maltrattamenti all’omicidio, con cui introduce in Italia il SARA. Spousal Assault RiskAssessment- Valutazione del rischio di recidiva[1], che fornisce linee guida di valutazione del rischio per tutti gli attori/trici che lavorano con donne vittime di violenza, con l’obbiettivo di impedire la recidiva dei soggetti violenti. È così che i centri antiviolenza adottano una prassi imprescindibile caratterizzata dal lavoro e l’impegno per la prevenzione del fenomeno. Importate il suo impegno nel progetto Femicide accross Europe, progetto voluto fortemente da lei in quanto rappresentante italiana e autrice di una importante parte della pubblicazione scaricabile online[2].

In particolare vogliamo ricordare qui le ricerche a cui la Prof.ssa si è dedicata negli ultimi anni, che hanno trovato concretizzazione nell’opera Orfani speciali: chi sono, dove sono, con chi sono: conseguenze psico-sociali su figlie e figli del femminicidio[3]. Nel libro si pone l’attenzione su un tema finora mai affrontato, quello della tutela delle decine e decine di orfane e orfani del femminicidio: bambine e bambini, soli a seguito dell’omicidio della madre ad opera di un padre. Nel 30 % dei casi si suicida oppure va in carcere in quanto assassino. La ricerca Switch – off, condotta insieme alla rete Nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re e alcuni centri europei, intende analizzare quali risorse, supporti e strategie devono essere adottate per aiutare concretamente gli orfani di femminicidio ad elaborare e superare il trauma. La ricerca condotta testimonia che sono pochissimi gli studi fatti in Europa e nel mondo che si sono occupati di questo importante aspetto legato al femminicidio. Cosa succede agli “orfani speciali” quando bisogna spiegare loro cosa è successo alla mamma? Qual è l’atteggiamento e il comportamento degli attori sociali coinvolti, nei confronti di queste bambine e questi bambini? Vittimizzati ulteriormente e troppo spesso affidati ai parenti del padre omicida.

Il suo impegno in questa direzione ha trovato parziale concretizzazione con la legge sugli “Orfani per crimini domestici” (Legge n. 4 del 2018), voluta fortemente da lei, che prevede l’accesso al gratuito patrocinio e ai servizi sanitari e psicologici, la possibilità di cambiare cognome e molto altro a tutela dei minori. Tuttavia, ad oggi, a favore della legge non sono ancora stati stanziati fondi effettivi, possiamo dunque fare nostre le parole di Anna: «La burocrazia non guarda in faccia neppure queste creature speciali»[4].

Questo post vuole essere un ringraziamento alla Prof.ssa, che coi suoi testi, nel corso dei nostri studi universitari, è stata una figura indispensabile della nostra formazione. L’insegnamento e l’impegno di tutta la vita che Anna ci lascia è rivolto alla convinzione che spingersi oltre, chiedere riconoscimento, leggi e diritti rispetto a tutte le vittime di femminicidio è urgente e necessario, oggi più che mai. Per questo guardiamo a tutto il suo lavoro con grande orgoglio e profonda stima, perché nessun passo indietro venga fatto rispetto a tutta la strada che, grazie anche a lei, è stata percorsa.

Silvia Dei Baroni De Rose e Silvia Saccoccia

____________________________

[1] . Anna Costanza Baldry, Dai maltrattamenti all’uxoricidio. La valutazione del rischio di recidiva e dell’uxoricidio, Milano, Franco Angeli, 2016.
[2] Prevention of femicide, Anna Costanza Baldry and Marie José Magalhães, in Femicide Accross Europe: Theory research prevention, Policy Press, 2018 http://www.oapen.org/viewer/web/viewer.html?file=http://www.oapen.org/document/1001748
[3] Anna Costanza Baldry, Orfani Speciali, Milano, Franco Angeli, 2018
[4] Anna Baldry “Quell’impegno a tutelare gli orfani dei femminicidi”, Il Corriere della Sera, 8 Marzo 2019
Annunci