BONIVENTO VERONICA BACCI

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PADOVA

School in Economics and International law. Departmento of political science, law and international studies

Master’s degree in Human Rights and Multi-level governance

 The representation of femicide in Italian newspapers. A qualitative and quantitative analysis based on the GMMP methodology 

di Veronica Bacci Bonivento

 Relatrice Alisa del Re

 ANNO ACCADEMICO 2015-2016

La tesi redatta in lingua inglese si articolata in 4 capitoli principali che espongono le problematiche e le soluzioni, possibili o applicate, rispetto alla rappresentazione del femicidio sui giornali italiani.

Il femicidio viene riconosciuto e discusso come un fenomeno di portata mondiale, come più volte affermato dalla ex Rappresentante Speciale sulla Violenza contro le donne delle Nazioni Unite Rashida Manjoo, che trova le sue cause nella cultura patriarcale ancora oggi ben radicata nelle società e nelle tradizioni di diversi paesi del mondo.

Il primo capitolo del lavoro, oltre a fornirci definizioni essenziali per contestualizzare il fenomeno che si riconosce come “l’uccisione di donne per il solo fatto che siano donne”, si preoccupa di distinguere, in relazione al contesto italiano, tra femicidio e feminicidio esortando a riconoscere il fenomeno come una violazione dei diritti umani fondamentali delle donne in linea con quanto affermato durante la Conferenza di Pechino del 1995.

Nel secondo capitolo viene analizzato il difficile rapporto tra genere e media, con un focus particolare sulla stampa, indicando i vari strumenti internazionali, ratificati dall’Italia, che hanno esortato gli Stati Membri a prendere coscienza dell’importanza che i media hanno nell’influenzare le menti della futura classe dirigente e nel formare nell’immaginario comune, attraverso una cattiva rappresentazione negli articoli, un’idea delle donne come soggetti deboli o vittime.

Il terzo capitolo, che rappresenta il cuore dell’elaborato, mostra come queste mis-representation e under-representation delle donne si manifestino in generale nell’industria giornalistica attraverso alcuni esempi lampanti rintracciabili negli articoli citati nel testo. Le testate analizzate sono quattro: Il Corriere della Sera, La Repubblica e La Stampa a livello nazionale e Il Gazzettino a livello macro-regionale (Nord-Est Italia). Il lasso di tempo preso in considerazione nella tesi vede protagonista il lustro che va dal 2011 al 2015 in quanto, come spiegato dall’autrice, è il periodo che intercorre fra i due più recenti report GMMP, rispettivamente del 2010 e del 2015.

Infine nell’ultimo capitolo viene ribadita la necessità di creare un tipo di informazione, definita responsabile, che miri alla distruzione degli stereotipi e delle discriminazioni di genere frutto della tradizione maschilista e patriarcale che sembrano essere alimentati da un giornalismo superficiale e discriminatorio. Questa rappresentazione errata delle donne contribuisce ad una doppia uccisione delle stesse, a livello fisico prima e mediatico dopo, immagini e linguaggio vanno modificati: non più raptus e folli delitti passionali, alle donne va restituita la loro dignità e riconosciuto il loro diritto alla vita se si vuole davvero mettere in atto il cambiamento a livello culturale a cui tanto si auspica.

Antonella Crichigno