FILARDI VALENTINA

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI FIRENZE

Scuola di Scienze della Salute Umana
Corso di Laurea in Assistenza Sanitaria

Il femicidio in Toscana,dal 2002 al 2013.
Il contributo dell’Assistente Sanitario per la sua prevenzione

di Valentina Filardi

Relatrice  Dr.ssa Elisabetta Chellini
Correlatrice Dr.ssa Daniela Bagattini

 ANNO ACCADEMICO 2013-2014

Il fenomeno del femicidio si è ormai inserito prepotentemente nella società attuale, facendo diventare di uso comune termini come “femicidio” “femminicidio ”in riferimento ai quali è necessario fare alcune precisazioni.
Parliamo di femicidio quando l’esito della violenza è la morte della donna, usiamo invece il termine feminicidio per intendere più ampiamente l’insieme dei comportamenti violenti che portano alla morte della donna o che tendono al suo annientamento fisico, sociale e psicologico.
In questo lavoro è stato analizzato il panorama normativo che cerca di tutelare le vittime di violenza;è stata analizzata la letteratura scientifica nazionale ed internazionale e si è cercato di dimensionare il fenomeno in Toscana negli anni 2002-2013 cercando di definirne l’andamento spazio-temporale in relazione anche a caratteristiche socio-demografiche.
Non nominare il fenomeno, non indagarlo, non predisporre degli strumenti che siano in grado di contrastarlo equivale a legittimare il fenomeno.
E’ necessario fare molti passi avanti sia dal punto di vista normativo che culturale; in particolare è necessaria un’integrazione tra più settori:quello sociale, sanitario, giudiziario, forze dell’ordine, provincie, regioni, tutti devono fare un lavoro integrato al fine di mettere insieme quante più informazioni possibili per indagare il fenomeno e per prevenirlo.
Proprio in riferimento a questo è necessario rendersi conto che il fenomeno ha anche implicazioni specificamente sanitarie; saranno pertanto proposti alcuni interventi propri del sistema sanitario che potrebbero essere messi in atto e sarà definita la figura emergente dell’Assistente Sanitario che può agire in prima linea nell’identificare il disagio ed eventuali situazioni di rischio.
L’Assistente sanitario, infatti, si serve dei dati epidemiologici per individuare fattori biologici e sociali di rischio, dati dei quali si serve per farne degli importanti strumenti di azione e per attuare idonei programmi d’intervento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...