MARQUARDI GINA

Università degli Studi di Udine

TESINA FINALE DEL

CORSO DI AGGIORNAMENTO DONNE, POLITICA E ISTITUZIONI: VARCARE LA SOGLIA?

IL FEMMINICIDIO: OVVERO LA VIOLENZA DI GENERE: COME VARCARE LA SOGLIA”

di GINA MARQUARDI

2011

L’elaborato parte da un’analisi del ruolo della donna nelle varie epoche storiche, dalle civiltà più antiche, fino al Medioevo, al Seicento, al Settecento, sino a giungere alle società moderne. L’obiettivo è quello di mettere in luce vecchie e nuove forme di disuguaglianza tra uomini e donne, ma anche i punti di – insospettabile – convergenza tra le forme di violenza passate e quelle che si danno nelle nostre società considerate moderne.

Le differenze a livello biologico-naturale tra il genere maschile e il genere femminile sono state oggetto della costruzione di una disparità storica, per la quale la divisione del lavoro, i compiti quotidiani, l’accesso alla sfera intellettuale, si sono organizzati nel tempo secondo una profonda asimmetria, a svantaggio del genere femminile. Per descrivere tale situazione di discriminazione viene utilizzato nell’elaborato il concetto di “non visibilità” della donna, il cui valore intrinseco sarebbe stato determinato nelle varie epoche storiche da attributi quali avvenenza, capacità domestiche, ubbidienza, utilità produttiva.

Il confronto con le narrative passate serve anche per comprendere i percorsi di presa di coscienza delle donne e le strategie messe in atto per ri-significarsi oltre quei limiti stabiliti dall’appartenenza al proprio genere. Vengono riportati in particolare i movimenti femminili e femministi costituitesi e che hanno premuto per un diverso riconoscimento del ruolo della donna e dei suoi diritti. Il Novecento è stato il secolo delle suffragette, del grande movimento femminista, delle conquiste dei diritti civili, dall’uguaglianza al voto alla possibilità di accedere a tutte le professioni di esclusiva pertinenza degli uomini. La donna conquista la sua libertà e la sua indipendenza economica, giuridica, politica, sessuale.

Come spiegare dunque il persistere di forme di violenza nelle nostre società moderne?

Dopo i grandi movimenti del Novecento, sotto la crosta della civilizzazione dell’ultimo cinquantennio, nonostante le società odierne dichiarino in linea di principio che qualsiasi forma di violenza è aberrante e da combattere, si può constatare un crescendo di violenza contro le donne in quanto donne. Nell’elaborato si passa ad analizzare la categoria del femminicidio, termine di recente acquisizione, coniato per definire, secondo le parole di Barbara Spinelli, con un unico termine “…la categoria di analisi socio-criminologica delle discriminazioni e violenze nei confronti delle donne per la loro appartenenza al genere femminile (…) ogni forma di discriminazione e violenza rivolta contro la donna “in quanto donna”” .

Viene riportato in particolare il caso eclatante dei femminicidi avvenuti a Ciudad Juàrez.

Nelle società attuali si danno e vengono riprodotte forme di disuguaglianza tra i generi, mentre persistono forme di violenza sulle donne: “ (…) donne di continenti e paesi diversi, di religioni, di culture, di retroterra sociali differenti, istruite o analfabete, ricche o povere, sia che vivano in guerra o in tempo di pace, sono legate dal filo comune della violenza, subita da gruppi armati, dallo Stato, dalla comunità o dalla loro stessa famiglia”.

Sulla base delle considerazioni fatte, l’autrice dedica l’ultima parte dell’elaborato ad alcune riflessioni su possibili soluzioni e prospettive di cambiamento per le donne: come varcare la soglia?

Oltre alla costruzione di politiche adeguate di contrasto alla violenza e sostegno delle donne, si intravvedono due percorsi possibili: una nuova presa di coscienza da parte delle donne che porti al rifiuto di quei meccanismi di riproduzione delle asimmetrie, che consenta loro di uscire da ruoli ipostatizzati in comportamenti stereotipati fra maschi dominanti e femmine subalterne; un processo di decostruzione – e forse anche di riscrittura – di regole e modelli di genere, a favore di relazioni tra le donne e gli uomini basate sulla libertà e la reciprocità.

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