MONTEMURRO FRANCESCA

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PARMA

Dipartimento di Giurisprudenza

Corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza

 “Violenza di genere, femminicidio e diritto penale

di Francesca Montemurro

 Relatore Stefano Delsignore

 ANNO ACCADEMICO 2014-2015

L’obiettivo del lavoro è quello di indagare gli sviluppi più recenti circa la normativa internazionale, comunitaria e nazionale, e le politiche che da queste derivano, rispetto alla prevenzione e al contrasto della violenza nei confronti delle donne. Si osservano le trasformazioni di questo fenomeno, grazie al rafforzamento sul piano giuridico e politico di strumenti idonei a prevenirlo, proteggere le vittime e punirne gli autori.

La riflessione parte da un respiro europeo-continentale, mediante l’analisi delle origini, della sua diffusione e delle tipologie in cui si può sviluppare e si ripercorrono le diverse normative emanate sul tema. Il lavoro si completa con un approfondimento legato alla disciplina applicabile nel nostro Paese in materia di violenza di genere, e sul modo mediante il quale, l’Italia, dunque, intende adempiere agli obblighi delle tre “P”: Prevenire, Proteggere, Punire.

E’ necessario valutare ogni possibilità al fine di mettere in luce e contrastare il fenomeno della violenza contro le donne. Non sempre il potere è violenza, ma la violenza è sempre espressione di potere dietro il quale, sia se privato, sia se pubblico, ce ne sono altri invisibili, che passano attraverso l’educazione, la scuola, le informazioni, la comunicazione, il linguaggio, la conoscenza, che abbiamo di noi stessi e del mondo. Ciò corrisponde ad una forma di dominio che è inscritta in tutto l’ordine sociale e che opera occultamente mediante l’immaginario, i sentimenti, le emozioni, gli habitus mentali di ambo i sessi.

E’ necessario attivare una lotta alle discriminazioni di genere non come una specifica area di intervento, ma un principio che si integra con tutti i possibili settori di intervento pubblico, dall’occupazione, all’istruzione, alle relazioni esterne. Ciò rappresenta l’unico modo per migliorare la capacità di affrontare un problema sociale e culturale che corrisponde ad una necessità promossa dalla stessa Convenzione di Istanbul, la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica che può concretizzarsi solo a fronte di una consapevolezza crescente dei decisori politici.

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