Angela Romanin della Casa delle donne di Bologna su l’Espresso


La vicepresidente della Casa delle donne per non subire violenza, Angela Romanin, è stata intervistata da Chiara Baldi e Paola Bacchiddu per l’Espresso.

Oggi quindi vi consigliamo questo articolo che analizza la situazione del femicidio in Italia soffermandosi in particolare sugli aspetti legislativi e giudiziari.

«Non avremmo neanche bisogno di una legge sul femminicidio: la nostra legislazione andrebbe benissimo già così com’è – dice – basterebbe applicarla anche ai diritti delle donne. Il problema però è che non lo si fa, ed ecco che allora chi denuncia gli abusi rimane sempre più spesso sola. Sono rari i casi in cui si va a processo per aver commesso violenza contro una donna e molto spesso il tempo è lunghissimo: 5, 6, 7 anni che sono tantissimi se si pensa all’inferno che si vive mentre si aspetta il processo». Ma c’è un punto nodale ed importantissimo in questo vortice di violenze e silenzio ed è quello che riguarda la responsabilità: le donne, in Italia, diventano colpevoli delle violenze che subiscono. […] Da noi arrivano donne che si sentono in colpa per le botte che hanno preso perché il meccanismo della vittimizzazione è quello che sottiene al pensiero: “sei una cattiva madre/moglie/amante, non sei brava a letto, sei una puttana, mi provochi, mi fai ingelosire, dai più credito ai tuoi genitori che a me, mi umili, guadagni tanto/poco” e via dicendo». Uno schema perfettamente integrato in una società con un fortissimo retaggio cattolico e in cui l’impostazione patriarcale della famiglia vede la donna come unica responsabile dei fallimenti non solo suoi ma anche dei figli, dell’unione marito-moglie e di tutto quanto graviti nella sfera familiare.

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Il Coordinamento regionale dei centri antiviolenza e la Casa delle donne si esprimono sul femicidio di Silvia Caramazza


Nel comunicato stampa di venerdì 28 giugno, il Coordinamento regionale dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna e la Casa delle donne per non subire violenza di Bologna hanno ribadito la necessità di considerare il femicidio “come un fenomeno strutturale della nostra società, che va arginato con politiche efficaci, misure di lungo periodo e un lavoro di prevenzione sul territorio”.

La notizia del ritrovamento del cadavere di Silvia Caramazza ha destato shock nella “Bologna bene”, a cui sia la donna sia l’accusato appartenevano. Le ricerche e i dati raccolti negli ultimi decenni lo dimostrano chiaramente: la violenza sulle donne è un fenomeno endemico, trasversale a ogni livello culturale, sociale ed economico.

Silvia è la 68esima donna uccisa dalla violenza maschile in Italia dall’inizio dell’anno.

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Alcuni riferimenti

Femicidi e negazionismo


Ultimamente in rete ci sono stati diversi interventi che, in nome di un presunto anti-sensazionalismo, hanno negato l’esistenza del fenomeno dei femminicidi in Italia. Segnaliamo il post di Adriano Sofri intitolato “La strage delle donne e i negazionisti di buona volontà“. (Anche editoriale de La Repubblica di venerdì 31 maggio 2013).