Anna Pramstrahler parla del blog FEMICIDIO su Repubblica


Oggi siamo molto orgogliose di comunicarvi che è uscita l’intervista alla coordinatrice di questo blog, Anna Pramstrahler, su Repubblica D.

Lo scopo del blog è quello di <<informare le donne vittime di femicidio o femminicidio sulle loro concrete possibilità di salvezza. “Negli ultimi due anni, soprattutto, si è parlato spesso del problema ma raramente vengono proposte soluzioni, di rado passa il messaggio: ‘una via d’uscita c’è, potete salvarvi, ecco come’. La stampa da questo punto di vista è stata superficiale, salvo qualche sporadico caso. Noi vogliamo invece dimostrare alle donne che uscire dalla violenza è possibile, che i centri di aiuto in Italia ci sono e lavorano bene. Proporre soluzioni, mostrare un’alternativa che prescinda dall’aiuto della polizia, dato che spesso le forze dell’ordine sottovalutano la situazione delle donne e hanno una concezione dei rapporti tra uomo e donna maschilista. La polizia spesso rimanda le vittime a casa, consiglia loro di riavvicinarsi al compagno o al marito. I centri hanno un approccio diverso, affrontano il problema con un’ottica di genere e possono davvero rappresentare un aiuto per le donne in difficoltà. >>

NOSTRO BLOG SU REPUBBLICA

Cogliamo l’occasione per ringraziarvi di cuore per l’attenzione che in questi giorni avete rivolto verso questo nuovo progetto della Casa delle donne di Bologna.

Affinchè “Silvia non sia morta invano”


In un gesto di sorellanza con le donne che, in seguito a storie di violenza, si rivolgono alla Casa delle donne di Bologna, le amiche di Silvia Caramazza hanno devoluto le offerte della cerimonia funebre alla nostra associazione; affinchè “Silvia non sia morta invano”.

Riportiamo qui i link alle interviste fatte alla vice presidente della Casa, Angela Romanin, presente alla cerimonia.

silvia caramazza (1)

La narrativa delle sagome


Il 13 luglio a Palermo si è tenuto il flash mob contro il femminicidio organizzato da: Coordinamento Antiviolenza 21 Luglio, Le Onde, e Coordinamento Palermo Pride.

Quest’iniziativa, parte della più ampia Nessuno Tocchi Rosalia, ha previsto che venissero tracciate a gesso in piazza Politeama 124 sagome di donne che si tengono per mano al fine di non dimenticare le vittime del femminicidio in Italia durante il 2012.

 palermo flash mob   palermo flash mob 2

(foto riportate dall’album fb di Ferite a Morte)

Anche la Casa delle donne di Bologna attraverso l’iniziativa Testimoni Silenziose fa riferimento alla “narrativa delle sagome” con lo scopo di dar voce a tutte le donne che, vittime della forma più estrema di violenza maschile, non possono più parlare. In questo caso le sagome sono figure rosse autoportanti che dal 2005 compongono una mostra itinerante.  Lo scopo politico è lo stesso di quello dell’iniziativa palermitana: creare coscienza sul femminicidio e non dimenticare le sue vittime.

Testimoni Silenziose

Ma qual è la storia della “narrativa delle sagome”?

Le sagome furono ideate e create per la prima volta nel 1990 da un gruppo di associazioni di donne e scrittrici che volevano dare un forte segnale di protesta contro il crescente numero di uccisioni di donne che si era verificato in Minnesota durante quell’anno. Il progetto venne chiamato Silent Witnesses e da allora è cresciuto sempre di più fino ad essere presente in tutti i 50 stati degli USA e in ben 35 altri paesi del mondo. Questa campagna, iniziata ormai più di vent’anni fa, non si è ancora esaurita, si pone anzi un obbiettivo ambizioso per il futuro: arrivare a zero uccisioni dovute a violenza domestica negli Stati Uniti entro il 2020.

SILENT WITNESS

Riferimenti

 

 

68 femicidi dall’inizio del 2013


L’articolo de Il Fatto Quotidiano che vi segnaliamo oggi riporta il numero dei femicidi perpetrati in Italia da gennaio a giugno 2013. L’articolo di Elisabetta Reguitti segnala anche che nello stesso periodo oltre 600 donne si sono rivolte alla Casa delle donne per non subire violenza di Bologna.

L’articolo però va oltre i dati, riconoscendo che queste uccisioni rappresentano l’apice di tutte le violenze che una donna può subire nella vita, e che:

La cultura maschilista non è un concetto astratto, ma un principio saldo e diffuso. In molti casi […] è radicata la convinzione dell’inferiorità della donna e la conseguente volontà del controllo su di lei.

Riferimenti utili

Intervista a Joumana Haddad


Serve un nuovo femminismo, che non opponga le donne agli uomini ma che li renda complici.

L’intellettuale libanese Joumana Haddad intervistata da Erica Balduzzi sui temi del femminicidio e del machismo in occasione della presentazione del suo ultimo libro “Superman è arabo. Su Dio, il matrimonio, il machismo e altre invenzioni disastrose”

Articolo di Erica Balduzzi, Femminicidi e machismo: intervista all’intellettuale libanese Joumana Haddad,  Diritto di Critica, 3 giugno 2013

Femicidi e negazionismo


Ultimamente in rete ci sono stati diversi interventi che, in nome di un presunto anti-sensazionalismo, hanno negato l’esistenza del fenomeno dei femminicidi in Italia. Segnaliamo il post di Adriano Sofri intitolato “La strage delle donne e i negazionisti di buona volontà“. (Anche editoriale de La Repubblica di venerdì 31 maggio 2013).