1 Billion Rising for Justice


Grazie a noi, il 14 febbraio sta diventando un’altra cosa. Non più solo il giorno degli innamorati, ma la giornata che celebra un amore differente, più consapevole, senza segni di violenza.

– Eve Ensler

Una donna su tre è destinata a subire violenza nel corso della sua vita. Ogni anno un miliardo di donne ballano per spezzare questa catena. L’anno scorso un miliardo di donne in 207 paesi del mondo ha ballato contro la violenza maschile. Quest’anno balleremo anche per chiedere giustizia.

Infatti, come ha dichiarato Eve Ensler, l’ideatrice del flash mob: “Quest’anno l’idea forte è andare oltre la sottolineatura della violenza contro le donne, perchè siamo consapevoli che dietro la violenza di genere esiste una rete complessa di complicità, di corruzione e persino di degrado ambientale” e quindi “senza affrontare il tema dell’ingiustizia la battaglia contro la violenza non può essere vinta”.

La giustizia può e deve assumere tante forme che comprendono, ma vanno anche oltre, l’azione penale e la condanna degli autori delle violenze. La giustizia deve assumere la forma di una spinta al cambiamento verso la fine di tutte le forme di violenza, discriminazione e patriarcato.

1 billion logo bologna

A Bologna la Casa delle Donne è in prima linea nell’organizzazione e promozione del flash mob. Anna Pramstrahler ha dichiarato infatti che l’iniziativa è una “possibilità di portare in piazza forme di protesta e di visibilità delle donne contro la violenza“. E’ proprio quello di dare visibilità ad un fenomeno che tipicamente rimane chiuso nella sfera del privato e del domestico uno degli scopi della manifestazione di oggi. Il fatto poi di ballare e reclamare attivamente giustizia si contrappone a tutte quelle immagini di donne-vittime che troppo spesso ci vengono riproposte quando si parla di lotta alla violenza.

Il programma a Bologna:

  • Ore  17.30 Flash Mob in Piazza Nettuno
  • Ore 18.00 Parata: via Rizzoli, via Zamboni, via delle Moline, via Indipendenza fino al Parco della Montagnola
  • Ore 19.30 Flash Mob e festa con musica presso la Tenda del Parco della Montagnola. Ingresso a offerta libera a sostegno della Casa dell Donne di Bologna

liberiamoci ribelliamoci scateniamoci

Informazioni utili

  • Per maggiori informazioni sulla giornata di oggi visitate la pagina Facebook del 1 Billion Rising a Bologna (qui)
  • Se non sapete come prepararvi, ecco un video su come realizzare con poco materiale e in velocità pettorine e fasce per il flash mob (qui)
  • Intervista a Eve Ensler sull’Huffington post (qui)
  • Trovate un sacco di notizie e informazioni utili anche sulla pagina Facebook della Casa delle Donne di Bologna (qui)
  • Pagina ufficiale del 1 Billion Rising (qui)
  • Articolo su 24Emilia.com / partecipazione del Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia Romagna (qui)
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La narrativa delle sagome


Il 13 luglio a Palermo si è tenuto il flash mob contro il femminicidio organizzato da: Coordinamento Antiviolenza 21 Luglio, Le Onde, e Coordinamento Palermo Pride.

Quest’iniziativa, parte della più ampia Nessuno Tocchi Rosalia, ha previsto che venissero tracciate a gesso in piazza Politeama 124 sagome di donne che si tengono per mano al fine di non dimenticare le vittime del femminicidio in Italia durante il 2012.

 palermo flash mob   palermo flash mob 2

(foto riportate dall’album fb di Ferite a Morte)

Anche la Casa delle donne di Bologna attraverso l’iniziativa Testimoni Silenziose fa riferimento alla “narrativa delle sagome” con lo scopo di dar voce a tutte le donne che, vittime della forma più estrema di violenza maschile, non possono più parlare. In questo caso le sagome sono figure rosse autoportanti che dal 2005 compongono una mostra itinerante.  Lo scopo politico è lo stesso di quello dell’iniziativa palermitana: creare coscienza sul femminicidio e non dimenticare le sue vittime.

Testimoni Silenziose

Ma qual è la storia della “narrativa delle sagome”?

Le sagome furono ideate e create per la prima volta nel 1990 da un gruppo di associazioni di donne e scrittrici che volevano dare un forte segnale di protesta contro il crescente numero di uccisioni di donne che si era verificato in Minnesota durante quell’anno. Il progetto venne chiamato Silent Witnesses e da allora è cresciuto sempre di più fino ad essere presente in tutti i 50 stati degli USA e in ben 35 altri paesi del mondo. Questa campagna, iniziata ormai più di vent’anni fa, non si è ancora esaurita, si pone anzi un obbiettivo ambizioso per il futuro: arrivare a zero uccisioni dovute a violenza domestica negli Stati Uniti entro il 2020.

SILENT WITNESS

Riferimenti